I Lettura:
Dt 8,2-3.14-16
II Lettura:
1Cor 10,16-17
Vangelo:
Gv 6,51-58
Testi di riferimento:
Es 16,4.13-15; Lv 17,11; Sal 78,24-28; 105,40; Mt 6,11; Lc 22,19-20; Gv 1,14; 3,13; 6,27.39.63; 11,50-52; 13,18; 15,4-7; At 2,42.46; 4,32; 20,7; Rm 12,4-5; 1Cor 10,20-21; 11,23-30; 12,12-13.20.27; 2Cor 5,15; Gal 2,20; 3,28; Ef 4,4.16; 5,2.25; Eb 9,13-14; 10,29; 1Pt 1,18-19; 1Gv 1,7; Ap 1,18
1. La festa di oggi non è solo del Corpus Domini, ma del “Corpo e Sangue di Cristo”. Ciò orienta il focus di questa ricorrenza non tanto sull’adorazione eucaristica, quanto piuttosto sulla celebrazione eucaristica e sul mistero pasquale a cui essa a indissolubilmente connessa. La seconda lettura e il Vangelo mettono in evidenza l’importanza del sangue per comunicare alla vita di Cristo. Per poter dare il sangue il Figlio di Dio deve prendere un corpo umano. Il valore del sangue di Cristo versato per i nostri peccati è enorme. Non c’è dono più grande che Dio poteva fare per dimostrarci il suo amore. Il sangue di Cristo in croce è il “sacramento” della nuova alleanza, del matrimonio che egli instaura con la sua Chiesa, donandosi completamente ad essa. La nuova alleanza che Dio stringe con l’umanità è stipulata nel sangue di Cristo che ci lava dai nostri peccati (1Gv 1,7). Il sangue è la vita, e partecipare al sangue di Cristo significa partecipare alla sua vita divina. E l’effusione del sangue, proprio perché esso è la vita, compie l’espiazione dei peccati.
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