I Lettura:
Es 19,2-6
II Lettura:
Rm 5,6-11
Vangelo:
Mt 9,36-10,8
Testi di riferimento:
Nm 27,17; Dt 4,2; 7,6; 10,15; 1Re 22,17; Sal 77,21; 78,52; 80,2; Is 49,9-10.15; 54,10; 56,9-11; 63,15; Ger 6,2-3; 10,21; 23,1-6; 26,2; 50,6.17; Ez 7,26; 34,5; Os 11,8; Zc 11,4ss.; Mt 4,17; 11,1.28; 14,14; 15,24; 18,12; Gv 3,27; 4,35; 10,12-16; 17,8; At 3,6; 13,2.46; 20,28.35; Rm 15,5; 1Cor 11,23; 15,3; 2Cor 11,7; Fil 2,5; 2Ts 3,1; 1Pt 2,25; Ap 7,17
1. Anche tramite la prima lettura, che come sappiamo nel tempo ordinario è scelta avente un legame con il brano evangelico, possiamo capire che il tema di questa domenica è senz’altro quello della missione. Un tema che vediamo però anche connesso con la metafora del pastore. Nell’Antico Testamento il pastore è Jahvè il quale, in occasione dell’uscita dall’Egitto e del cammino nel deserto, si è mostrato pastore nei confronti di Israele, guidando il suo popolo alla terra promessa (vedi testi di riferimento) dove troverà abbondanza di tutto. Nella prima lettura Dio accenna a questa funzione di pastore dicendo che egli ha condotto il popolo a se stesso su ali di aquila. Come conseguenza di questa azione, il Signore chiede al popolo di entrare in alleanza con lui, di accettare di obbedire ai suoi comandi, di diventare sua speciale proprietà fra tutte le nazioni, a servizio delle nazioni stesse.
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