I Lettura:
Sap 12,13.16-19
II Lettura:
Rm 8,26-27
Vangelo:
Mt 13,24-43
Testi di riferimento:
Dt 6,4; 29,1-4; Sal 81,12-13; 82,5; Is 6,9-10; 29,10-14; 40,8; 44,18; 50,4-5; 53,10; Ger 4,3-4; 5,21; Ez 12,2; Os 14,8; Zc 1,5-6; 7,11; Mt 4,17.23; 5,18; 11,25-26; 13,51-52; 15,10-16; 16,8-12; 24,35; 25,29; Lc 8,18; Gv 12,40; 15,5.16; At 2,37; 16,14; 28,26-27; Rm 11,8; 1Cor 2,14; 2Cor 3,14-16; 4,3-4; 1Tm 6,9-10.17; Eb 5,11; Gc 1,21-22; 5,1-3; 1Pt 1,10-12.23-25; Ap 3,20
1. Le parabole del regno. In questa seconda parte del cap. 13 di Mt che costituisce il brano di Vangelo odierno troviamo una serie di parabole riguardo al “regno dei cieli”. L’oggetto della predicazione di Cristo è il regno dei cieli (Mt 4,17). Egli annuncia la venuta del regno e spiega in cosa consista. Le “parabole del regno” intendono spiegare qualcosa su questa nuova realtà presente in mezzo agli uomini. Quando sottolineiamo la continuità fra l’Antico e il Nuovo Testamento, che certamente esiste, si può correre il rischio di dimenticare che il Nuovo Testamento fa registrare qualcosa di radicalmente nuovo. E le parabole di questo cap. 13 illustrano bene in cosa consista questa novità. Le parabole servono come paragone: «Il regno dei cieli è simile» (vv. 24.31.33.44.45.47). Le parabole però non bastano; occorre anche che siano interpretate correttamente. Come nel brano evangelico della domenica precedente, anche in quello di oggi si evidenzia il fatto che Gesù spiega il senso delle parabole soltanto ai suoi discepoli.
Scarica il testo completo >> |