I Lettura:
At 2,42-47
II Lettura:
1Pt 1,3-9
Vangelo:
Gv 20,19-31
Testi di riferimento:
Gen 2,7; Sap 16,13-14; Is 11,2; 61,1; Ez 37-9; Mt 6,12; 9,2; 14,33; 18,18; 28,19-20; Lc 1,45; 24,25.36.39-41.47-49.52; Gv 7,13.38-39; 14,16.27; 15,26; 16,5-7.19-22.33; 19,34.37; At 1,8; 2,38; 10,40-41; 20,7; Rm 6,4; 8,9.11; 1Cor 5,7; 15,5.45; 2Cor 5,.716; Gal 3,2-5; Eb 11,1; 1Gv 1,1-3; 5,6; 1Pt 1,8; 3,19; 4,6; Ap 1,7
1. Il tempo delle apparizioni. Il tempo di Pasqua iniziato con la domenica di Risurrezione dura fino a Pentecoste. Ma in questo periodo di cinquanta giorni ve ne sono quaranta che sottolineano il tempo delle apparizioni di Gesù ai discepoli. Le apparizioni sono importanti in riferimento alla testimonianza che gli apostoli dovranno rendere. Non si tratta però della testimonianza di qualcosa di esterno a loro. Gesù non appare a tutti «ma a testimoni prescelti da Dio» (At 10,40-41). Perché Gesù non appare a Pilato e ai sommi sacerdoti? – si chiede Celso, un intellettuale del secondo secolo, schernendo la fede nella risurrezione. Di fatto Gesù non ha voluto apparire a tutti. Anche se può sembrare strano non è vedere un miracolo, nemmeno uno così straordinario come un morto risuscitato, che cambia la vita di una persona (Lc 16,31). Quando Gesù ha risuscitato Lazzaro il sinedrio decide di far morire Gesù.
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