I Lettura:
At 1,1-11
II Lettura:
Ef 1,17-23
Vangelo:
Mt 28,16-20
Testi di riferimento:
1Re 8,57; Sal 47,6-9; 68,19; 110,1; Is 49,6; 52,10; Ger 1,19; Mi 3,8; Dn 7,13-14; Mt 1,23; 9,6; 10,1; 12,28-29; 21,21; Lc 1,17; 1,35; 4,14; 10,17-20; 24,14.49-51; Gv 3,35; 14,12-14; At 1,8; 2,33-35; 4,33; 5,31-32; 7,55; 10,38; Rm 5,21; 6,12; 10,18; 15,18-19; 1Cor 2,4-5; 15,24-28; 2Cor 4,6-7; 12,9-10; Ef 4,8-10; Fil 2,9-11; 4,13; Col 1,29; 3,1; 1Ts 1,5; 2Tm 1,7; Eb 1,3; 2,8; 8,1; 10,12-13; 12,2; 1Pt 3,22
1. Il potere universale di Cristo. Il tema centrale della festa dell’ascensione è quello della “pantocrazia” di Cristo, del suo potere universale. Si evidenzia qui un aspetto fondamentale del mistero pasquale: Gesù ha vinto il peccato e lo ha sottomesso al suo potere. Con l’ascensione al cielo di Gesù si realizza quanto descritto in quello che è il testo biblico più citato nel Nuovo Testamento, vale a dire Sal 110,1: «Dice il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra affinché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Cristo viene assunto in cielo e intronizzato alla destra del Padre, il quale pone sotto di lui i suoi nemici (seconda lettura). Cristo ha ricevuto un potere universale (Mt 28,18) su ogni peccato che domina l’uomo e lo rende schiavo. Ma tale potere lo ha ricevuto per trasmetterlo. Salendo al cielo ha distribuito doni agli uomini (Sal 68,19; Ef 4,8-10). Il dono per eccellenza è lo Spirito Santo. È Lui la potenza che gli apostoli devono ricevere in Gerusalemme (Lc 24,49; At 1,8). Con lo Spirito Santo essi ricevono la potenza della risurrezione di Gesù (Fil 3,10) che si manifesta nella vittoria sul peccato e sulla paura della morte.
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