I Lettura:
Is 42,1-4.6-7
II Lettura:
At 10,34-38
Vangelo:
Mt 3,13-17
Testi di riferimento:
Gen 7,11; 8,8-12; Es 19,18; 24,16-17; 40,34-38; 49,24-25; Tb 1,3; Sal 2,7; 18,9; Pr 8,20; Is 4,3-5; 53,4.12; 63,19; 66,1-2; Mal 3,10; Mt 5,20; 11,27; 17,5; 21,32; Mc 10,39; Lc 11,21-22; 12,50; 24,49; Gv 3,8; 10,28-30; 12,31; At 1,8; 2,3-4; 4,31; 2Cor 5,21; Fil 2,6-7; Col 2,15; Eb 2,14-15; 1Gv 3,8; 4,4; 1Pt 2,21-24
1. Il battesimo di Gesù. La festa del battesimo di Gesù conclude il tempo di Natale prolungando in un certo senso il tema dell’epifania, della manifestazione di Dio. Il Dio invisibile si è reso visibile nel Verbo fatto carne e perciò lo si può conoscere attraverso il Figlio unigenito che ce lo rivela. Gesù è il “figlio diletto”, cioè l’unico attraverso il quale possiamo conoscere il volto di Dio. Se il Figlio rivela il Padre, d’altro lato il Padre manifesta Gesù come il Figlio. Nel battesimo lo Spirito e il Padre lo manifestano agli uomini. Come la voce di cui si parla in Gv 12,28-30 non è per Cristo ma per la folla, così anche la voce dal cielo al momento del battesimo (Mt 3,17) è una testimonianza rivolta agli uomini. Gesù è l’oggetto della compiacenza del Padre perché realizza perfettamente la sua volontà. Non possiamo conoscere il Padre se non attraverso il Figlio. Cristo è l’uomo in cui Dio si compiace.
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