I Lettura:
At 8,5-8.14-17
II Lettura:
1Pt 3,15-18
Vangelo:
Gv 14,15-21
Testi di riferimento:
Gen 6,3; Dt 7,12-13; Sal 25,5; 103,17-18; Pr 8,17; Sap 1,5; 6,18; 9,17-18; Mt 28,20; Lc 24,49; Gv 4,23; 7,38-39; 8,44; 13,34-35; 14,23.26; 15,10.23.26-27; 16,7.13.16; 18,37; 20,22; At 9,31; 19,2-6; 20,23; Rm 5,5; 8,9.16; 1Cor 2,11-16; 1Pt 1,11; 1Gv 2,1-5.27; 4,6; 5,3.6; 2Gv 2.6; Ap 3,20; 12,17
1. La prima lettura. Gli Atti degli Apostoli presentano gli eventi della Chiesa nascente; eventi che fanno parte non soltanto della storia della Chiesa, ma innanzitutto della Rivelazione. Essi sono una “parola di Dio” valida per tutte le generazioni. Nel brano odierno, uno dei sette, Filippo, costretto ad andarsene da Gerusalemme a causa della persecuzione nella quale rimase ucciso Stefano, si trova in Samaria; e grazie a questa sua presenza il Vangelo è predicato in Samaria e anche lì nasce la Chiesa. Da ciò che sembrava una minaccia per il cristianesimo, dalla persecuzione, nasce invece una possibilità di diffusione del Vangelo. La Chiesa cresce e si diffonde – incredibilmente – anche in mezzo alla dura e impari opposizione. Come scrisse Tertulliano ai magistrati dell’impero romano che facevano uccidere i cristiani, «ad ogni vostro colpo di falce diventiamo più numerosi; è seme il sangue dei cristiani» (Apologetico 50). Nella vitalità della Chiesa si manifesta il mistero pasquale di Cristo, la sua vittoria sulla morte.
Scarica il testo completo >> |