I Lettura:
At 6,1-7
II Lettura:
1Pt 2,4-9
Vangelo:
Gv 14,1-12
Testi di riferimento:
Gen 28,11-19; 1Re 8,30; Sal 132,5; Is 18,7; 60,13; 66,1; Ger 17,12; Ez 43,7; Mt 11,27; 16,27; Gv 1,18; 4,20-23; 6,46; 7,34; 8,19; 10,9.38; 12,26.45; 13,33.36; 14,19-20.27; 16,22; 17,3.24; At 1,11; 2Cor 4,6; 5,20; Ef 2,18; Col 1,15; 1Ts 4,17; Eb 1,3; 11,16; 1Gv 2,23; 5,20
1. La via al Padre. La tematica del brano odierno di Vangelo si riallaccia a quella di domenica scorsa, in cui Gesù si è presentato come la porta, attraverso la quale si accede alla salvezza. Analogamente nel brano odierno Gesù si definisce la via, attraverso la quale si accede al Padre, all’incontro con Dio. L’accesso a Dio è qualcosa che fa parte dei desideri profondi di ogni uomo, in ogni luogo, in qualsiasi modo lo si voglia esprimere. L’uomo desidera incontrarsi con Dio e cerca il modo di mettersi in contatto con Lui, creando dei luoghi, degli spazi, dei santuari, dei templi, dove trovarlo. Le religioni sono la dimostrazione più chiara di questo desiderio. E tuttavia Dio rimane inaccessibile se Egli stesso non si vuole manifestare. Dio è l’invisibile per eccellenza e non si può conoscere se Egli non si manifesta. Però Egli ha voluto farlo, ha voluto manifestarsi e rendersi accessibile nel suo Figlio unigenito fatto uomo. Nessuno può accedere al Padre se non per mezzo di lui (v. 6). Lui è il “luogo” dove l’uomo può incontrare Dio.
Scarica il testo completo >> |