I Lettura:
Ger 20,10-13
II Lettura:
Rm 5,12-15
Vangelo:
Mt 10,26-33
Testi di riferimento:
Sal 119,46; Is 8,12-13; 41,10-14; Is 51,12-13; 52,7; Ger 1,8.17-19; Ez 2,6-7; 3,9.17-18; Mt 5,11-12.16; 7,23; 14,27; 26,70-72; 28,19-20; Lc 9,26; Gv 1,20; 9,22; 12,42; 14,1.27; 15,18-21; At 4,17-20.29-31; 14,3-4; 18,9; 27,34; 28,22; Rm 1,16; 10,9-10; 1Cor 4,5; 2Cor 4,1-4; Ef 6,18-20; 1Ts 2,2; 1Tm 6,12; 2Tm 2,12-13; Tt 1,16; Eb 10,31.35; Gc 4,12; 1Pt 3,14; 2Pt 2,1; 1Gv 2,23; 3,13; Ap 2,10; 3,5
1. «Non abbiate paura». Il brano del Vangelo odierno si colloca all’interno del “discorso missionario” che Gesù rivolge a suoi discepoli. Gesù invia i dodici ad annunciare l’avvento del regno dei cieli, a guarire, a risuscitare, ecc. (10,7-8). Tutto questo è meraviglioso. Però, sorprendentemente, ciò causerà conflitto. La missione dei discepoli, come quella di Cristo, susciterà opposizione e persecuzione. Per questo nel brano odierno l’esortazione centrale consiste nel triplice comando di “non temere” quelli che si opporranno alla loro predicazione (vv. 26.28.31), e di temere soltanto Dio (28). Questo ammonimento è tipico nell’Antico Testamento per incoraggiare i profeti inviati da Jahvè per missioni difficili. Essi non dovevano indietreggiare davanti ai pericoli la loro missione che comportava, perché il Signore li avrebbe protetti, avrebbe combattuto in loro favore (prima lettura). I dodici inviati da Gesù, e la futura Chiesa che essi rappresentano, continuano per Israele, e poi per tutte le nazioni (Mt 28,19-20), la missione profetica di Cristo.
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